Pancreatite, l'Aou di Cagliari in prima linea per la ricerca

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  Cagliari, 12 marzo 2025. La Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari è impegnata in importanti progetti scientifici sulla pancreatite, offrendo un contributo rilevante alla ricerca e al miglioramento delle terapie per i pazienti affetti da questa patologia. «Il primo progetto, denominato Manctra, è un’iniziativa internazionale di cui il nostro reparto è capofila – spiega il professor Adolfo Pisanu, direttore di Chirurgia d'Urgenza del Policlinico – in questo studio, coordiniamo oltre 150 centri da tutto il mondo, collaborando con team di medici e ricercatori per sviluppare e implementare nuove strategie che migliorino l’assistenza ai pazienti con pancreatite acuta». Pisanu sottolinea l'importanza della cooperazione internazionale: «Questo progetto non solo ci consente di lavorare a stretto contatto con colleghi internazionali, ma anche di raccogliere dati preziosi e identificare le migliori pratiche cliniche a livello globale». Il secondo progetto, chiamato Minerva, è un’iniziativa nazionale recentemente finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. 

  «Il nostro reparto coordina 15 centri in tutta Italia per studiare strategie innovative nella prevenzione delle recidive di pancreatite acuta – afferma il professor Pisanu – puntiamo a migliorare l’approccio terapeutico, riducendo il rischio e migliorando la salute a lungo termine dei pazienti». Le cause più comuni della pancreatite acuta sono i calcoli biliari e l’abuso prolungato di alcol. «La forma acuta si manifesta tipicamente con un dolore molto intenso nella parte superiore dell’addome – sottolinea il professor Mauro Podda, chirurgo del Duilio Casula – come una coltellata continua, spesso irradiato verso la schiena. Possono essere presenti nausea, vomito e, in alcuni casi, febbre». La diagnosi si basa principalmente sul dosaggio degli enzimi pancreatici nel sangue. «Se i livelli di questi enzimi sono più alti di tre volte il normale – dichiara lo specialista – questo è un forte indizio di pancreatite acuta. Inoltre, può essere rilevata attraverso esami di imaging, come la tomografia computerizzata (TC), l’ecografia o la risonanza magnetica». La buona notizia è che nell’80% dei casi la pancreatite acuta si presenta in forma lieve, interessando esclusivamente il pancreas e risolvendosi spontaneamente. «In questi casi, la malattia si risolve spontaneamente – conclude il professor Pisanu – il paziente è in grado di bere e mangiare, e deve continuare a farlo. Anzi, è importantissimo che continui a farlo, perché l’alimentazione per via naturale, con diete prive di cibi grassi, aiuta la ripresa». Tuttavia, nel restante 20% dei casi, può evolvere in una forma grave con complicazioni a carico di altri organi vitali come reni, polmoni e cuore.