L'osservatorio di Guerrini: "La mafia bianca" della Sardegna

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"La mafia bianca" della Sardegna .Non quella tradizionale siciliana o calabrese. Ma quella sarda, senza il braccio armato per il controllo del territorio. Lo denuncio da anni. Con l'Osservatorio. Si è espressa in Regione. Soprattutto. Bisogna, con coscienza e responsabilità, prenderne atto. E guardare avanti. Ma regolandosi di conseguenza. Parlo di "modelli mafiosi", nella Pubblica Amministrazione. La "mafia bianca". In cui, se eri amico del potere, alla Ras potevi ottenere di tutto. Così come in molti Comuni. Dove, agli amici degli amici, tutto è concesso. Con facilità. Una filosofia che si è diffusa a macchia d'olio. E che ha avuto il suo trionfo nel quinquennio di governo regionale di stampo sardista salviniano. Lo dimostrano i concorsi pubblici. "Pilotati". Anche in Enti e Associazioni che operano sotto l'ombrello pubblico. I favoriti sono quasi sempre gli amici degli amici. Accade ancora nella Sanità. Con noti Direttori Generali che distribuiscono incarichi e prebende al circuito che poi alimenta il loro potere. A cominciare dagli stessi sindacalisti. Che accumulano benefici e per questo sostengono quel potere. Come rivelo. Nell'interesse, peraltro, delle stesse organizzazioni dei lavoratori. Che dovrebbero essere le prime a frenare e colpire questi fenomeni. Sostanzialmente corruttivi. Perché i "modelli mafiosi" fanno leva proprio sulla Corruzione. Reato che, purtroppo, la riforma Nordio sembra marginalizzare. Mortificando il lavoro degli stessi giornalisti. E dando fiato alla "mafia bianca". Legata anche ai poteri forti dell'economia. Spesso, spessissimo, sospinti dall'altra mafia, quella della massoneria-deviata. Degli affari e del clientelismo. La "mafia bianca" della Sardegna. Mario Guerrini.