Continua l'affaire Treno ad idrogeno. Una lettera aperta alla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde per chiedere formalmente al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini la rimodulazione del progetto del treno a idrogeno destinato a collegare l’Aeroporto di Alghero. A firmarla è il consigliere regionale algherese Valdo Di Nolfo, che affida alla forma pubblica del carteggio un messaggio politico e territoriale di forte impatto: convertire l'intervento infrastrutturale dall’idrogeno all’elettrificazione, tutelando così l’ambiente, l’agricoltura e le comunità locali della Bonifica storica della Nurra.
"La buona notizia è che in sede di conferenza dei servizi sono state approvate tutte le richieste di modifiche al tracciato pervenute dalle piccole aziende agricole, ma questo da solo non basta" scrive Di Nolfo, evidenziando come la battaglia non sia finita e vada ora condotta sul terreno della rimodulazione dei fondi. Il nodo, infatti, non è solo tecnico, ma profondamente politico: "Come classe dirigente che fa della partecipazione e della condivisione il proprio agire politico, dobbiamo tenere conto delle posizioni espresse dalle rappresentanze democratiche di questo territorio".
La richiesta trova fondamento anche nella natura stessa dell’intervento: "Quella dell’idrogeno è una sperimentazione, lo sappiamo bene, che si dovrebbe compiere nei tratti dove, per caratteristiche morfologiche, sarebbe impossibile l’elettrificazione ma non è certo il caso del tracciato ferroviario che dovrebbe collegare l’Aeroporto di Alghero". In questo senso, l’appello alla presidente Todde è diretto e inequivocabile: farsi portavoce istituzionale di un’esigenza espressa da comitati, agricoltori, cittadini e associazioni.
La lettera ripercorre anche i risultati ottenuti negli ultimi mesi grazie al dialogo con il territorio, con l’ascolto dei proprietari dei terreni e le modifiche al tracciato per ridurre l’impatto sull’attività agricola. Ma secondo Di Nolfo non è sufficiente: la vera sfida è ora ottenere l’autorizzazione formale per la rimodulazione del progetto da parte del Ministero delle Infrastrutture. "È giunto il momento di chiedere formalmente al Ministro Salvini di dare questa possibilità all’Arst, ente autore e promotore dell’intervento", ribadisce con forza.
Tre gli obiettivi indicati dal consigliere regionale: mantenere il finanziamento pubblico rimodulando però l’opera da idrogeno a elettrico; realizzare un collegamento su ferro tra i tre aeroporti sardi in vista di una futura gestione unica regionale del sistema aeroportuale; e infine, "tutelare il più possibile il territorio e il paesaggio", evitando la costruzione della centrale per la produzione di idrogeno prevista a Mamutanas, in un’area di valore agricolo e paesaggistico.
Il tono della lettera è determinato ma costruttivo, con un appello finale alla presidente Todde perché si faccia carico della volontà del territorio e agisca nei tempi stretti che la programmazione impone. "Solo così aggiungeremo alle buone notizie dei giorni scorsi la risposta che il territorio chiede legittimamente da tempo", conclude Di Nolfo.
Il treno per l’aeroporto diventa così il simbolo di una sfida più ampia: modernizzare la mobilità senza sacrificare le radici, portare infrastrutture là dove servono davvero, ma senza calarle dall’alto. E la politica, ora, è chiamata a decidere.